La Gru di Pechino

L’idea che ho sempre avuto di Pechino era legata alle migliaia di biciclette che invadevano le strade della città e subito sceso dall’aereo mi sono accorto che qui il passato è veramente passato.Un impero che per millenni è rimasto immutato, cambia pelle ogni giorno sotto gli occhi dei suoi cittadini che cavalcano questi cambiamenti senza farsi troppe domande.

Le biciclette hanno lasciato il posto alle gru, che crescono ogni giorno assieme alla città verticale, una città che in pochi anni ha spazzato via gli intricati dedali di Hutong (vicoli tra le caratteristiche casette a 1 piano) per far posto a nuove tangenziali a otto corsie circondate dai nuovi mostri di acciaio e vetro, lasciandone soltanto una sparuta zona, testimonianza di ciò che è stata Pechino per millenni.

Per fortuna non solo questo sparuto gruppetto di case è rimasto a testimoniare la maestosità di un impero millenario, basta varcare la soglia della città proibita, con le interminabili sale (9999) finemente decorate, o passeggiare sotto le volte splendidamente affrescate del palazzo d’estate, o immergendosi nella magica atmosfera di un tempio Buddista.

Pechino è in continuo fermento, artistico e urbanistico, nuove gallerie di arte e nuovi quartieri che si riempiono di artisti che vengono a vivere qui da tutto il mondo,grattacieli dalle forme più bizzarre, tutto cresce, anche se a velocità diversa, i Pechinesi sembrano subire le varie e contraddittorie anime di questa città, la metamorfosi di questo gigante?

Li vedi, marciare alle prime luci dell’alba verso i parchi, muoversi in armonia eseguendo con lentezza movimenti di un’arte millenaria. A sera una passeggiata sulla Wanfujin e poi a letto presto,come si è fatto per millenni, mentre altri cominciano la propria giornata immergendosi a bordo di grandi SUV nel traffico infernale e caotico, per ritrovarsi a tarda sera da Suzie Wong o nell’ultimo locale di tendenza

Tra pochi mesi le Olimpiadi, il governo Cinese per nulla imbarazzato dalle proteste Tibetane si farà trovare pronto, con tutti i cantieri ultimati entro fine Giugno, con i corsi di inglese via radio per i tassisti, e magari con una legge che multerà chi sputa per terra e i pechinesi si adegueranno a tutto questo, senza contestare, anzi osservando con devozione tutte le nuove direttive, dando un senso a ogni controsenso di questa città.

Ma l’attrazione turistica più affollata di Pechino è la Via della Seta, nei miei ricordi evoca il nome di Marco Polo, che faceva ritorno dall’ oriente, con carichi di stoffe, gemme e manufatti preziosi, oggi è un magazzino di 7 piani, che riempie le valige di noi occidentali di falsi e cloni di prodotti made in all the world figli di un consumismo sfrenato.