SerreMaggio – Serre di Rapolano

C’era una volta una bellissima fanciulla data in sposa ad un ricco mercante senese. Dopo le nozze lascia la natia Cambrai e dalla Francia si reca col suo sposo alle Serre. Il ricco sposo le compra il cassero per farne la reggia della sua Ciambragina oltre che il laboratorio della sua arte fatta di capi di vestiario ornati di perle e pietre preziose, foderati di calde pellicce e drappi dorati.

Ieri li ho visti passeggiare per le vie delle Serre con indosso i loro sfarzosi abiti, accompagnati dal vescovo e dai nobili sontuosamente vestiti, da suonatori di liuto, ghironda e viella. Stavano recandosi alla Grancia per offrire – pro rimedio animae – parte dei loro beni allo spedale di Santa Maria della Scala di Siena.
La Grancia (magazzino fortificato), in origine, era il palazzo della Curia imperiale risalente all’epoca del Barbarossa. Passò poi dall’impero alla famiglia dei Cacciaconti. Sotto la dominazione di Siena fu trasformato in Grancia ad opera dell’ospedale di Santa Maria della Scala che nel corso dei secoli lo fortificò e l’abbellì.

Ogni anno, il comune di Rapolano insieme alla Pro Loco Serremaggio organizza un suggestivo “ritorno al passato”: nove giorni di festa nei quali il paese si veste dei medievali fasti.
Un servizio di navetta porta gli avventori fino alle porte della cittadella.

Varcata la porta, piantonata da due guardie munite di alabarde, entri come per magia in un’altra epoca…un tempo di dame e cavalieri, di giostre e giullari, di fanciulle e mercanti. Trovi il banco dei cambia valuta e passi dall’euro al “soldo”.

Il tempo si è fermato: ogni richiamo al nostro oggi è stato cancellato con il saggio uso di sacchi di iuta, gli edifici sono in gran parte d’epoca o restaurati con gli stessi criteri, gli abitanti del paese, tutti vestiti in perfetto stile medievale, accompagnano i cortei dei Signori, suonano e ballano in piazza, servono il vino concio e il pane povero. Guardie, tamburini e sbandieratori si scorgono ad ogni angolo delle viuzze scoscese di un paese sorto attorno alla fortezza bizantina.
Immancabile il mercato degli animali, delle pelli, di oggetti di antica fattura, vimini, cocci e stoffe ricamate.

All’interno dell’antico “Granaione” sono organizzate le “godende” (banchetti medievali con spettacolo di musici, giocolieri, novellatori e duellanti) e le cene povere, che riprendono la tradizionale alimentazione del popolo a base di legumi, cacciagione e verdure.

Ma, quanto a godenda, tutto il paese è disseminato di banchetti di ristoro dai quali spandono per le viuzze ogni genere di profumi di carni e spezie.

Per un tuffo nella nostra storia…

PS: per raggiungere le Serre di Rapolano uscire dall’A1 a Valdichiana e seguire le indicazione per Siena. Il bivio per le Serre è a circa 15 Km.