Capodanno Thailandese – Buon anno da Bangkok

Finalmente si torna bambini!! Quando meno te lo aspetti, quando parti dicendo ora sono indipendente, maturo, responsabile, torni bambino. Purtroppo si!
era il 12 Aprile, ero arrivato a Bangkok da un giorno, vedevo la città e le persone eccitate in subbuglio, ma non ero preoccupato, vedevo gli altri ridere ed  ero sereno dovevo pensare ai Buddha.L’indomani dovetti però leggermente ricredermi.
Esco dalla nostra guest-house e via una bella secchiata d’acqua addosso… va beh che gli dici? Siamo in Thailandia , siamo a 40° gradi, con un ‘umidità dell’80%, nel pieno dello smog di Bangkok , cosa gli vuoi dire? Niente ti rendi conto che forse ti ha fatto un favore.
Ma qualcosa non andava e infatti presa la prima strada poco trafficata capii dove ero finito.
Era arrivato il Songkran, il capodanno Thailandese e questo era il loro modo di festeggiare l’inizio del 2549.
Il Songkran offre a tutti l’opportunità di sfogare le proprie frustrazioni e di trovare sollievo al caldo che ad Aprile è veramente impressionante.
Naturalmente noi turisti eravamo i più bersagliati, troppo diversi, troppo vanitosi per poter resistere alla tentazione di lanciarci una bella secchiata d’acqua.
Tutte le strade minori venivano chiuse ai lati con due grossi furgoni e nel mezzo si scatenava l’inferno.
Gente che si fronteggiava a colpi d’acqua da sopra le macchine, dalle case e dai terrazzi con secchi e  pistole e poi uno strana usanza quella di spalmarsi addosso una strana polvere simile alla farina (senza pensare male).


Bene, così iniziò quella giornata e sinceramente non poteva partire in modo più traumatico.
Le strade principali erano attraversate solamente da pick-up, dove da sopra  le persone lanciavano secchiate ai passanti che a loro volta facevano lo stesso.
Tutta la città era in festa, tutti per la strada a lanciarsi acqua e farina come se fosse la cosa più normale al mondo per quel giorno.
Dopo il comprensibile shock iniziale le cose erano due: o rinchiudersi dentro l’hotel o mischiarsi il più possibile in mezzo a loro.
E quindi per una volta templi e musei potevano aspettare, costume, ciabatte e pistola ad acqua in mano, come ai vecchi tempi.
Mi sembrava veramente di essere tornato bambino quando si giocava a gavettoni con gli amichetti sotto casa, ma ora lo stavo facendo a migliaia di km di distanza, per le strade di Bangkok con adulti, bambini, anziani e donne.
Ma poi che scene: pranzare al ristorante mollo fradicio, entrare in un bar e ordinare…  dell’acqua…  nessuno ti guarda male tutto normale, l’asciutto è il diverso.
Naturalmente i bersagli preferiti erano quei turisti che tremavano al solo pensiero di ricevere un goccio d’acqua e naturalmente erano i primi a venire tartassati.
La festa dura 3 gg dall’alba al tramonto, e quando la luce inizia a scomparire ecco che inizia il “coprifuoco”, tutti si fermano e rientrano a casa pronti per la giornata seguente.
Noi invece quella sera avevamo il pullman per il Nord del paese. Bagnati fino alla punta dei piedi ci siamo cambiati dentro il taxi… ma questa è un’altra storia.