Evviva la Befana! Mercatini di Natale in Trentino

8 dicembre: da sempre è per me (per tradizione familiare) l’inizio ufficiale del periodo natalizio.Di solito preparo albero e presepe, ma quest’anno ho altri programmi: dopo aver sbrigato qualche commissione ed essere andata a messa per festeggiare l’Immacolata, preparo la valigia con maglioni da freddo polare ed una borsa termica con qualche provvista. Destinazione Trentino Alto Adige.
Erano svariati anni che desideravo, curiosa come una donna, visitare i famosi mercatini di Natale del circuito alto atesino. Ne avevo sentito parlare molto, forse troppo, e finalmente sono pronta a partire.
Siamo “due cuori e una capanna” che si avventurano in camper.
A parte l’inconveniente di una gomma scoppiata in autostrada dalle parti di Trento (e stavo guidando io!) e la conseguente tappa forzata per la notte in attesa dell’apertura di un gommista, la gita di 4 giorni è stata piacevolissima.
Abbiamo girellato come trottole: BolzanoVipitenoBrunico Bressanone .
Come immergersi in un mondo fantastico di luci e colori, per non parlare dei profumi di dolci alla cannella e gli onnipresenti wurstel. Città addobbate e bancarelle in puro stile altoatesino: casette di legno stracolme di ogni sorta di oggetti e dolcetti. Il paradiso dei bambini o il paese dei balocchi, fa lo stesso.
Ci sono bancarelle di addobbi natalizi: palle di vetro, di plastica, colorate, dipinte a mano, fiocchi di neve, stelle luccicanti, addobbi fatti di muschio, di spighe, di legno, intarsiati, incollati, fusi.
Poi i presepi… pupi di ogni stile e dimensione, forma e materiale (anche se qui la parte del leone la faceva il legno).
E quante candele! Una moda che dura ormai da qualche anno, un arte in cui le “specializzazioni” ormai sono infinite. Poi i bruciatori per le essenze da cui provenivano sentori di limone, di incenso, di resina, di fiori.
E ancora strumenti musicali, sciarpe, guanti, cappelli, pantofole, artigianato tipico, tovaglie, tappeti e chi più ne ha più ne metta.
Anche la sezione gastronomica era decisamente ben fornita: alcuni banchi offrivano la ristorazione come fossero dei rifugi di alta montagna con vin brulè, cioccolate calde, strudel, wurstel, crauti, zuppe, canederli, bomboloni e bombardini. Altri, invece, offrivano degustazione e possibilità di acquisto di salumi tipici (dalla bresaola allo speck passando per le salsicce di camoscio e di cervo) o i formaggi tipici… decisamente squisiti! Più frequenti i banchi di dolciumi, biscotti e frutta secca, sacher e strudel.
Ma ovunque, e dico ovunque, centinaia di befane portafortuna!
La varietà non si limita alla tipologia di articoli ma coinvolge anche i prezzi. Si parte dai 20 o 50 centesimi per addobbi in legno colorato, per passare ai 5 -10 euro delle palle di cristallo dipinte a mano.
Ma alcuni prezzi erano indubbiamente spropositati.
Abbiamo passeggiato, curiosato, comprato e mangiato caldarroste. Abbiamo battuto i denti dal freddo e ci siamo rifocillati con zuppe e strudel. Abbiamo passeggiato e soprattutto ci siamo gustati pochi giorni di un’atmosfera natalizia e gioiosa.
Se avete tempo e fantasia è una bella meta per un weekend invernale.
Buon viaggio